scrittura

Poesia
in parole
e in video


“a volte anche l'inferno è un buon posto, se serve a dimostrare con la sua esistenza che deve esistere anche il suo contrario, cioè il paradiso. E cos'è questo paradiso? La poesia.” (G. Corso)


Lo so, è difficile, in questi tempi “bui” dare ancora “potere all’immaginazione”. Eppure è proprio di questo che abbiamo bisogno: non di utopie prefabbricate, non di modelli precostituiti, non di visioni affascinanti perché descritte minuziosamente (di solito la storia provvede a rovesciarle nel loro contrario), ma di immaginazione e di gesti concreti di trasgressione, di slanci generosi, ed insieme di un pensare libero e lento, di un volo quieto capace di misurare continuamente la distanza tra possibile e impossibile. Diamo dunque la parola alla poesia...

  • Alla mia nazione

    di Pier Paolo Pasolini

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Migranti

    di Derek Walcott

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Personalmente...

    da "Watt" di Samuel Beckett

    monologo di Silvia Bevilacqua

  • Cosa farei mai senza...

    di Samuel Beckett

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Versicoli quasi ecologici

    di Giorgio Caproni

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Canzonaccia...

    di Lawrence Ferlinghetti

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Non mi sono mai...

    di Emily Dickinson

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Il mondo è un posto...

    di Lawrence Ferlinghetti

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Due

    di Erri De Luca

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Sole

    di Gregory Corso

    voce di Silvia Bevilacqua

  • Canzone

    di Allen Ginsberg

    voce di Silvia Bevilacqua

A coloro che verranno

di Bertolt Brecht, 1939
brecht

Davvero, vivo in tempi bui!
La parola innocente è stolta. Una fronte distesa
vuol dire insensibilità. Chi ride,
la notizia atroce
non l'ha saputa ancora.

Quali tempi sono questi, quando
discorrere d'alberi è quasi un delitto,
perché su troppe stragi comporta silenzio!
E l'uomo che ora traversa tranquillo la via
mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici
che sono nell'affanno?

È vero: ancora mi guadagno da vivere.
Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla
di quel che fo m'autorizza a sfamarmi.
Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri,
e sono perduto).

"Mangia e bevi!", mi dicono: "E sii contento di averne".
Ma come posso io mangiare e bere, quando
quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e
manca a chi ha sete il mio bicchiere d'acqua?
Eppure mangio e bevo.

Vorrei anche essere un saggio.
Nei libri antichi è scritta la saggezza:
lasciar le contese del mondo e il tempo breve
senza tema trascorrere.
Spogliarsi di violenza,
render bene per male,
non soddisfare i desideri, anzi
dimenticarli, dicono, è saggezza.
Tutto questo io non posso:
davvero, vivo in tempi bui!
Nelle città venni al tempo del disordine,
quando la fame regnava.
Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,
e mi ribellai insieme a loro.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

soldati

Il mio pane, lo mangiai tra le battaglie.
Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.
Feci all'amore senza badarci
e la natura la guardai con impazienza.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.

Al mio tempo le strade si perdevano nella palude.
La parola mi tradiva al carnefice.
Poco era in mio potere. Ma i potenti
posavano più sicuri senza di me; o lo speravo.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.
Le forze erano misere. La meta
era molto remota.
La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me
quasi inattingibile.
Così il tempo passò
che sulla terra m'era stato dato.
Voi che sarete emersi dai gorghi
dove fummo travolti
pensate
quando parlate delle nostre debolezze
anche ai tempi bui
cui voi siete scampati.

Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe,
attraverso le guerre di classe, disperati
quando solo ingiustizia c'era, e nessuna rivolta.
Eppure lo sappiamo:
anche l'odio contro la bassezza
stravolge il viso.
Anche l'ira per l'ingiustizia
fa roca la voce. Oh, noi
che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,
noi non si poté essere gentili.

Ma voi, quando sarà venuta l'ora
che all'uomo un aiuto sia l'uomo,
pensate a noi
con indulgenza.

guerra

Sono in attesa

di Lawrence Ferlinghetti, 1958
ferlinghetti

Sono in attesa che il mio caso sia esaminato
e sono in attesa
che rinasca il miracolo
e sono in attesa di qualcuno
che scopra veramente l'America
e pianga
e sono in attesa
della scoperta
di una nuova simbolica frontiera all'occidente
e sono in attesa
che l'Aquila Americana
dispieghi veramente le sue ali
si rizzi e spicchi il volo
e sono in attesa
che l'Età dell'Ansia
cada morta
e sono in attesa
che si combatta la guerra
che renda il mondo sicuro
per l'anarchia
e sono in attesa
del definitivo appassirsi
di tutti i governi
e sono in perpetua attesa
che rinasca il miracolo

Sono in attesa del Secondo Avvento
e sono in attesa
che una rinascita religiosa
dilaghi nello stato dell'Arizona
e sono in attesa
che le Messi del Furore siano mietute
e sono in attesa che si dimostri
che Dio è davvero Americano
e sono in attesa
di vedere Dio in televisione
trasmesso sugli altari delle chiese
se solo riescono a trovare
il canale giusto
su cui sintonizzarsi
e sono in attesa
che l'Ultima Cena sia di nuovo servita
con un nuovo strano aperitivo
e sono in perpetua attesa
che rinasca il miracolo

E sono in attesa che il mio numero venga chiamato
e sono in attesa
che l'Esercito della Salvezza vada al potere
e sono in attesa
che gli umili siano beati
ed ereditino la terra
senza tasse
e sono in attesa
che foreste ed animali
reclamino la terra come propria
e sono in attesa
che si escogiti un modo
di distruggere tutti i nazionalismi
senza uccidere nessuno
e sono in attesa
che fringuelli e pianeti cadano come pioggia
e che coloro che amano e piangono
dormano di nuovo insieme
in una nuova rinascita del miracolo

Sono in attesa che la Grande Divisione sia superata
e sono in ansiosa attesa
che il segreto della vita eterna sia scoperto
da un oscuro medico generico
e sono in attesa
che le tempeste della vita
finiscano
e sono in attesa
di far vela verso la felicità
e sono in attesa che una ricostruita Mayflower
raggiunga l'America
con il suo film e i diritti televisivi
venduti in anticipo agli indigeni
e sono in attesa
che la musica perduta risuoni nuovamente
nel Continente Perduto
in una rinascita del miracolo

Sono in attesa del giorno
che illumini ogni cosa
e sono in attesa del castigo
per quello che l’America ha fatto
a Tom Sawyer
e sono in attesa
che Alice nel Paese delle Meraviglie
mi ritrasmetta
il suo totale sogno d’innocenza
e sono in attesa
che Childe Roland arrivi
all’ultima torre più buia
e sono in attesa che ad Afrodite
crescano braccia vere
alla conferenza sul disarmo definitivo
in una nuova rinascita del miracolo

E sono in attesa
di ricevere qualche presagio
d’immortalità
rammentando la mia prima infanzia
e sono in attesa
che ritornino le verdi mattine
che ritornino i muti prati verdi della giovinezza
e sono in attesa che tensioni d’arte spontanea
scuotano la mia macchina da scrivere
e sono in attesa di scrivere
una grande poesia indelebile
e sono in attesa
dell’ultima estasi spensierata
e sono in perpetua attesa
che gli amanti fuggenti dell’Urna Greca
alla fine si ritrovino
e si abbraccino
e sono inattesa
perpetua ed eterna
di una rinascita del miracolo